Siracusa è una tranquilla città marittima, fondata la prima volta dagli Etolj, popoli dell’Epiro, in quella parte della sua penisola che oggi chiamiamo Ortigia. Fu poi distrutta dai Siculi e riedificata da Archia Corintio. È così che ha inizio la storia di un popolo operoso, intelligente e fiero che ancora oggi fa parlare di sé.

Nella provincia sono presenti altre città fra esse ricordiamo: Augusta, Lentini, Carlentini, Floridia, Melilli e Sortino. Il territorio che accoglie una operosa popolazione ospita numerose e importanti infrastrutture. Sotto un sole che ci regala spesso inverni miti, la generosa stirpe di Archia ha saputo dare spunto, al Nobel Carlo Rubbia, all’idea di una centrale che produce energia elettrica utilizzando specchi curvi in grado di concentrare i raggi solari su una condotta fatta di particolari tubi contenenti una miscela di sali. Il riferimento è alla centrale solare Archimede (matematico, fisico e inventore Siracusano), inaugurata il 15 luglio 2010 a Priolo Gargallo (SR).

Come Archimede riuscì ad incendiare le navi romane (così narra la leggenda), la centrale ideata dal Prof. Carlo Rubbia riesce a scaldare un fluido termovettore alla temperatura di 550°C, questo a sua volta scalda l’acqua mediante uno scambio termico che poi produce vapore in grado di azionare una turbina che poi genera energia elettrica.

Ma Siracusa non è solo produzione di energia elettrica green, molte altre aziende chimiche producono beni essenziali per il paese, ma dai processi tradizionali, che ancora oggi riforniscono l’Italia della maggior parte della benzina per autotrazione, stiamo passando velocemente a processi innovativi nel segno della sostenibilità ambientale. Il polo petrolchimico di Siracusa giocherà un ruolo chiave nella transizione energetica del paese. Il processo di decarbonizzazione non passerà solo per l’elettrificazione, ma anche per tecnologie alternative che ci porteranno alla produzione di combustibili liquidi a basso tenore di carbonio.

È questa quindi la via da percorrere, lo hanno capito anche i nostri imprenditori, che con passione e interesse seguono da tempo il dibattito sulla sostenibilità delle varie produzioni industriali, ben consapevoli del fatto che un uso intelligente e responsabile, porterà un beneficio a tutti e soprattutto anche lavoro. Unire le risorse, rispolverare i vecchi testi di chimica industriale, ed ecco che la chimica ci viene in aiuto. Troppa CO2 nell’atmosfera? Perché non usarla? Magari mediante il processo di Fisher-Tropsch, la cui tecnologia verrà impiegata per produrre a Siracusa un carburante avio sostenibile e altri oli a basso tenore di carbonio. È questo lo spirito dell’accordo che Sasol, Sonatrach raffineria italiana e Politecnico di Torino hanno sottoscritto per affrontare la questione della CO2 con l’intento di ridurne l’emissione. È questo un obiettivo ambizioso, ma raggiungibile, attraverso la realizzazione di uno studio di fattibilità sull’utilizzazione della tecnologia “Carbon Capture, Storage and Utilization” (CCSU) nei processi industriali dei siti produttivi delle due imprese Siracusane (ubicate per l’esattezza nel territorio di Augusta), come previsto dalla risoluzione della Giunta Regionale Siciliana n 47 del 29 gennaio 2021.

Infine come non citare il progetto di Enel Green Power, a Carlentini una piccola cittadina che sta per lanciarsi alla ribalta delle cronache, grazie all’innovazione dell’idrogeno verde. Infatti presto sorgerà una facility che ha lo scopo di riunire le competenze di tante aziende grandi e piccole per ridurre i costi di questa nascente tecnologia. Non solo arance quindi, infatti l’idrogeno verde può rappresentare una risorsa complementare in molti settori come la produzione di cemento, acciaio, ammoniaca e altro.

Il mio sincero ringraziamento, va a tutti gli interlocutori con i quali i professionisti Chimici e Fisici stanno cercando di elaborare percorsi e modelli volti al rispetto della qualità della vita, della salubrità dell’ambiente, della sostenibilità dei processi produttivi. L’incessante dialogo con le istituzioni, la promozione di approcci virtuosi e inclusivi, come quello offerto dalla green chemistry è un percorso che a Siracusa si continua a seguire con uno sguardo sempre rivolto al futuro.

 

 

Dott. Chim. Emanuele Paolo

Docente di chimica presso ITIS “Enrico Fermi” Siracusa

Iscritto all’Ordine dei Chimici e dei Fisici di Siracusa